09/01/2008

La Mafia dei Rettori

Partono i primi avvisi di garanzia per la "parentopoli" e gli appalti di edilizia universitaria assegnati a spa controllate da docenti della Sapienza. Sul registro degli indagati finiscono nomi eccellenti, quelli del magnifico rettore, Renato Guarini, e del professore di Estimo, Leonardo Di Paola, presidente della Cpc, la Compagnia progettazione e costruzioni che sta realizzando il parcheggio sotterraneo nella città universitaria, un´opera da 8,8 milioni di euro. «Abuso d´ufficio» è il reato ipotizzato per entrambi.

L´inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cordova e dal pm Angelantonio Racanelli che da mesi indagano sulle commistioni tra incarichi d´oro e docenze nell´ateneo più grande d´Europa. Gli accertamenti sul maxi-appalto per il parcheggio universitario e sul concorso vinto dalla figlia del rettore sono scattati nell´ottobre scorso a seguito di alcuni servizi di Repubblica. Ma sugli sviluppi dell´indagine, in Procura non trapela nulla. Anzi, arriva una smentita: «Non c´è alcun avviso di garanzia».

A imprimere l´accelerazione alle indagini è stata un´informativa della guardia di finanza consegnata in Procura prima di Natale. Gli investigatori del nucleo Tutela spesa pubblica, diretti dal colonnello Fabio Pisani, si sono concentrati su due episodi: l´appalto del parking della Sapienza, aggiudicato da una spa controllata dal professor Di Paola e il concorso da ricercatore per l´aerea di Estimo vinto da Maria Rosaria Guarini, primogenita dell´attuale rettore. Gli inquirenti vogliono capire se gli esami siano stati pilotati; se ci siano state pressioni sul professor Di Paola che, oltre a insegnare la materia scelta dalla Guarini, figurava nella commissione d´esame che l´ha "promossa".

Così, tra le carte al vaglio dei magistrati entra un nuovo capitolo della "Parentopoli" alla Sapienza, dopo i precedenti del vicerettore Luigi Frati i cui voti, nel 2005, sono stati decisivi per l´elezione di Renato Guarini. Il numero "due" della Sapienza, potente preside di Medicina da un quindicennio, ha reso più "familiare" il suo ambiente di lavoro: tra cattedre ad amici e colleghi fidati, Frati vanta tre professori in casa, moglie e due figli.


Nuovi provvedimenti giudiziari e nuovi indagati per la Parentopoli della Sapienza. Ora l'attenzione degli inquirenti, oltre che sul rettore Renato Guarini, sulle sue due figlie e sul genero, si concentra su una decina di docenti impegnati nel piano di decentramento dell'ateneo più grande d'Europa.

L'inchiesta punta anche a far luce su criteri e procedure per la progettazione dei nuovi campus. Renato Guarini risulta indagato per il conferimento dell'incarico di ricercatrice alle due figlie. I magistrati vogliono capire se gli esami siano stati pilotati; se ci siano state pressioni sul professor Leonardo Di Paola che, oltre a insegnare la materia scelta da Maria Rosaria Guarini, era presidente della commissione d'esame che l'ha "promossa". Il docente di Estimo alla facoltà di Architettura risulta essere anche il presidente della Cpc, la società cui fu affidata la realizzazione di un parcheggio interrato nella città degli studi. Un'opera appaltata dal Provveditorato alle Opere pubbliche. Gli inquirenti stanno verificando se dietro a queste assegnazioni ci sia stato uno scambio di favori.

Un altro nodo al centro degli accertamenti è l'attività di docenza che sarebbe stata svolta dalle figlie e dal genero del rettore Guarini: incarichi in contrasto con il loro inquadramento da dipendenti amministrativi della Sapienza.

L'inchiesta è a uno snodo decisivo anche per quanto riguarda gli incarichi affidati ai dipartimenti, soprattutto quelli della facoltà di Architettura, relativi alla progettazione delle sedi decentrate della Sapienza. E sono una decina i professori che rischiano di finire sul registro degli indagati.

Guarini tace affidando la sua «difesa mediatica» agli avvocati Grazia Volo e Franco Coppi che in una lettera precisano come al rettore e ai familiari non siano mai arrivati avvisi di garanzia (
leggi)

Intanto all'Università qualcuno comincia a chiedere le dimissioni del Rettore. Il consigliere di amministrazione dell´ateneo, Antonio Sili Scavalli, grande accusatore dell´operato dei vertici universitari, ad esempio sostiene: «Se il rettore considerasse l´ipotesi di dimettersi, apprezzerei immensamente il suo gesto come segnale di un vero accademico di altri tempi, per il quale viene prima l´istituzione, poi la persona con i suoi interessi privati». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giovanna Delogu, la docente di Anestesia che ha sfidato il vice rettore Luigi Frati nella corsa alla presidenza della Facoltà di Medicina.
(08 gennaio 2008)