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02/10/2007
Il paese dei sogni
Fado, Futebol, Fatima. Dalle tre effe in cui sunteggia le sue più recenti fortune, il portogallo aspetta nuove conferme. E se Mariza, recente vincitrice degli awards assegnati dalla BBC per la categoria World Music, è ormai considerata l’erede dell’immortale Amalia Rodriguez e Figo del grande Eusebio, resta da individuare quale possa essere il prossimo miracolo. Forse il vero prodigio sarebbe quello che il turista attratto dagli eventi pallonari si facesse conquistare da un’altra effe, “Festina lente”, la massima latina che pochi come i portoghesi sanno mettere in pratica: Affrettati lentamente, valorizza ciò che è l’irripetibilità della vita. In questa impresa il Portogallo aiuta con l’intensità della sua luce, il grande amore per la poesia, la sua gentilezza elegante e leggera, l’idea che a correre deve essere soprattutto il pallone, la melodia di una lingua che sopprime i confini fra le parole. Da queste parti dicono che il Fado sia nostalgia del desiderio e che la sua origine coincida col sogno infranto di Sebastiano, il re sbaragliato in nordafrica dai Mori insieme alla “meglio nobiltà” lusitana: un sovrano che di fatto consegnò il proprio regno agli spagnoli eppure amato perché perdente a dispetto degli enormi sogni di gloria. L’importante è estrarre linfa anche dagli errori. “Queste passeggiate hanno un solo difetto: allungano la vita”. Tra i monumenti piccoli e grandi del Cimitèrio dos prazeres l’ironia di Vasco spiega come molti a Lisbona iniziano i propri giri quotidiani rafforzando il rispetto per la vita con quello per la morte
18:40
Scritto da: jams1
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